Sempre più lavoratori trascorrono buona parte della giornata davanti a un computer o a terminali digitali. Non si tratta più solo di uffici: magazzini, reparti produttivi e persino i cantieri usano oggi software gestionali e sistemi digitali che impongono l’uso prolungato di videoterminali (VDT).
Il D.Lgs. 81/08 – Titolo VII regola espressamente questo rischio, imponendo al datore di lavoro obblighi precisi: valutare l’esposizione, organizzare pause adeguate, garantire ergonomia delle postazioni, fornire formazione e assicurare sorveglianza sanitaria.
Trascurare il rischio da VDT significa esporsi non solo a sanzioni, ma anche a problemi concreti: disturbi visivi, dolori muscoloscheletrici, stress mentale. Problemi che compromettono salute, benessere e produttività dei lavoratori.
Quadro normativo: cosa prevede il D.Lgs. 81/08
Il Titolo VII del D.Lgs. 81/08 si concentra sull’uso delle attrezzature munite di videoterminali.
- Art. 172 – definisce cosa si intende per lavoratore VDT: chi utilizza un videoterminale per almeno 20 ore settimanali, anche non continuative.
- Art. 174 – impone al datore di lavoro di valutare i rischi connessi all’uso dei VDT, organizzare pause e alternanza di compiti.
- Art. 175 – stabilisce che il lavoratore deve fare una pausa di almeno 15 minuti ogni 2 ore di attività continuativa al VDT.
- Art. 176 – disciplina la sorveglianza sanitaria, con visite preventive e periodiche mirate soprattutto alla salute visiva.
- Art. 177 – indica le misure generali di prevenzione e protezione, incluse quelle ergonomiche.
Va sottolineato che la normativa si applica anche al lavoro agile (smart working): l’azienda deve garantire sicurezza ed ergonomia anche per chi lavora da casa.
I principali rischi per i lavoratori al videoterminale
Disturbi visivi
- Affaticamento visivo e difficoltà di messa a fuoco.
- Secchezza oculare, visione offuscata, mal di testa.
- Comparsa o peggioramento di difetti visivi preesistenti.
Disturbi muscoloscheletrici
- Dolori cervicali e lombari.
- Problemi a spalle, polsi e mani.
- Rigidità articolare dovuta a posture scorrette e statiche.
Stress e affaticamento mentale
- Calo della concentrazione.
- Stress da carico cognitivo elevato.
- Maggior rischio di errori e ridotta produttività.
DVR videoterminali: cosa valutare
La valutazione del rischio da VDT deve essere inserita nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e considerare:
- le caratteristiche dell’ambiente (illuminazione, riflessi, microclima);
- le attrezzature utilizzate (schermo, tastiera, sedile, piani di lavoro);
- le modalità organizzative (durata giornaliera, pause, alternanza compiti);
- l’esposizione effettiva del lavoratore;
- eventuali condizioni di particolare sensibilità (gravidanza, patologie oculari o muscoloscheletriche).
Un DVR completo non si limita a “descrivere” le postazioni, ma individua azioni concrete di miglioramento ergonomico.
Ergonomia e misure pratiche di prevenzione
Allestimento della postazione
- Sedia regolabile con supporto lombare.
- Schermo a livello occhi, a distanza 50–70 cm.
- Mouse e tastiera ben posizionati, con eventuali supporti per polsi.
- Illuminazione naturale o artificiale priva di riflessi.
Organizzazione del lavoro
- Pause di 15 minuti ogni 2 ore di lavoro continuativo.
- Alternanza con attività non al VDT.
- Programmazione dei carichi di lavoro per ridurre stress e affaticamento.
DPI e ausili ergonomici
- Occhiali specifici per lavoro al videoterminale.
- Poggiapiedi regolabili.
- Supporti per documenti per ridurre torsioni ripetitive.
Sorveglianza sanitaria: il ruolo del medico competente
L’art. 176 prevede visite preventive e periodiche per i lavoratori VDT.
Il medico competente deve:
- valutare la salute visiva e posturale;
- prescrivere eventuali occhiali correttivi;
- programmare controlli periodici (generalmente biennali);
- registrare i risultati nelle cartelle sanitarie da conservare per almeno 10 anni.
La sorveglianza sanitaria consente di individuare precocemente disturbi visivi e muscoloscheletrici, riducendo il rischio che diventino cronici.
Formazione e informazione
Il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire ai dipendenti:
- formazione sui rischi legati all’uso dei VDT;
- istruzioni pratiche su ergonomia e postura;
- indicazioni sulle pause e sugli esercizi di rilassamento;
- aggiornamenti periodici in caso di nuove attrezzature o modalità di lavoro (smart working).
Una formazione efficace deve essere pratica e coinvolgente, non solo teorica.
Buone prassi ergonomiche per i lavoratori
- Regolare la sedia in base alla propria altezza.
- Mantenere la schiena dritta e ben appoggiata allo schienale.
- Evitare gambe accavallate per lunghi periodi.
- Sbattere spesso le palpebre per prevenire secchezza oculare.
- Alzarsi e fare stretching leggero durante le pause.
Un esempio concreto: il caso di un call center
In un call center, i lavoratori lamentavano dolori cervicali e mal di schiena frequente. Dopo la valutazione del rischio:
- le sedie sono state sostituite con modelli ergonomici regolabili;
- è stata applicata la pausa di 15 minuti ogni 2 ore;
- i dipendenti hanno seguito corsi di ergonomia pratica;
- il medico competente ha prescritto occhiali da videoterminale a diversi lavoratori.
Risultato: riduzione delle assenze per lombalgie e aumento del benessere percepito.
Perché investire nella prevenzione del rischio VDT conviene alle aziende
Il rischio videoterminali è uno dei più sottovalutati, ma ha conseguenze concrete su salute e produttività.
Un’azienda che gestisce correttamente questo rischio ottiene:
- meno assenze per malattie muscoloscheletriche e visive;
- lavoratori più motivati e produttivi;
- riduzione del rischio di sanzioni per mancata applicazione del Titolo VII del D.Lgs. 81/08;
- un’immagine positiva verso clienti e partner come realtà attenta al benessere del personale.
👉 Prevenire conviene: non è un costo, ma un investimento strategico per migliorare salute, sicurezza e performance aziendali.