Ispezioni scaffalature: obblighi normativi e procedure secondo UNI EN 15635 e D.Lgs. 81/08

Il quadro normativo:

Le scaffalature metalliche non sono semplici arredi di magazzino, ma attrezzature di lavoro a tutti gli effetti. Per questo motivo, rientrano negli obblighi di sicurezza previsti dal D.Lgs. 81/08, in particolare:

  • Art. 18 : responsabilità del datore di lavoro in materia di sicurezza.

  • Art. 71 : obbligo di manutenzione e controllo periodico delle attrezzature di lavoro.

  • Art. 77 : obbligo di formazione e informazione dei lavoratori.

A livello tecnico, il riferimento principale è la UNI EN 15635:2009, che disciplina l’utilizzo e la manutenzione delle scaffalature metalliche, con precise indicazioni su frequenza e modalità delle ispezioni.

In sintesi: il D.Lgs. 81/08 rende obbligatori i controlli, mentre la UNI EN 15635 stabilisce come devono essere condotti.

Tipologie di ispezioni scaffalature:

La norma UNI EN 15635 prevede tre livelli di controllo, che si differenziano per frequenza e competenze richieste:

  • Ispezione visiva settimanale: condotta da personale interno formato, serve a individuare rapidamente anomalie evidenti: urti da carrelli elevatori, bulloni mancanti, travi piegate.

  • Ispezione approfondita periodica: effettuata dal preposto o dal referente sicurezza, generalmente con cadenza trimestrale. Ha lo scopo di verificare con più attenzione montanti, connessioni e stabilità complessiva.

  • Expert Inspection annuale: svolta da un tecnico competente esterno. È l’ispezione più completa, con analisi documentata dello stato dell’impianto e classificazione dei danni.

Classificazione dei danni:

La UNI EN 15635 introduce un sistema a tre livelli:

  • Danno verde: difetto lieve, non compromette la sicurezza immediata. Si registra e si monitora.

  • Danno ambra: anomalia significativa che richiede un intervento programmato. La scaffalatura può restare in uso temporaneo, ma con un piano di manutenzione definito.

  • Danno rosso: grave compromissione strutturale. La scaffalatura va immediatamente scaricata e messa fuori servizio fino alla sostituzione dei componenti danneggiati.

Responsabilità del datore di lavoro:

Il datore di lavoro è il principale responsabile della sicurezza delle scaffalature. In particolare deve:

  • inserire la gestione delle scaffalature nella Valutazione dei Rischi (DVR);

  • nominare un PRSES (Person Responsible for Storage Equipment Safety) come previsto dalla UNI EN 15635;

  • garantire la formazione degli addetti al magazzino sul riconoscimento dei danni e sull’uso sicuro;

  • mantenere un registro ispezioni con date, rilievi e azioni correttive, da esibire in caso di controlli degli organi di vigilanza.

 La mancata esecuzione delle ispezioni può comportare sanzioni penali e amministrative per il datore di lavoro (art. 87 D.Lgs. 81/08).

Esempi pratici di rischi da scaffalature danneggiate:

  • Montante piegato da urto con muletto: anche una deformazione minima può ridurre la portata fino al 30%.

  • Travi deformate:  perdita di stabilità con rischio di cedimento a catena.

  • Bulloni mancanti o allentati:  crollo improvviso dei ripiani sotto carico.

Caso reale: un’inchiesta INAIL del 2022 su un magazzino logistico ha evidenziato che il crollo di tre campate, con danni a merci e ferimento di due lavoratori, era stato causato da mancata manutenzione e assenza di ispezioni documentate.

Buone pratiche per la sicurezza delle scaffalature:

Per garantire la piena conformità normativa e la sicurezza degli operatori è opportuno:

  • pianificare un programma di ispezioni periodiche con cadenza definita;

  • utilizzare checklist standardizzate per la registrazione dei controlli;

  • formare i mulettisti alla guida sicura per ridurre urti accidentali;

  • sostituire i componenti danneggiati solo con ricambi originali certificati;

  • integrare le ispezioni con la manutenzione preventiva e con le procedure del DVR.

Consulta le linee guida INAIL per la logistica sicura

Conclusione

Le ispezioni scaffalature non sono un adempimento burocratico, ma un vero e proprio strumento di prevenzione.
Applicare correttamente la UNI EN 15635 e rispettare gli obblighi del D.Lgs. 81/08 consente di ridurre al minimo i rischi di crolli, incidenti e interruzioni dell’attività produttiva.

Un approccio serio – fatto di controlli documentati, manutenzione regolare e formazione – trasforma la gestione delle scaffalature in un investimento di sicurezza, con benefici concreti per lavoratori, aziende e continuità operativa.

Consulta le linee guida INAIL per la logistica sicura

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