Negli ultimi anni il ruolo del preposto e del dirigente nella sicurezza sul lavoro è diventato centrale.
Non parliamo più di figure “nominate su carta”, ma di veri supervisori operativi, responsabili della vigilanza quotidiana e del rispetto delle regole in reparto, magazzino o cantiere.
La svolta è arrivata con il D.L. 146/2021, poi convertito in Legge 215/2021, che ha modificato l’art. 37 del D.Lgs. 81/08 introducendo due concetti chiave:
- il preposto deve intervenire e interrompere l’attività in caso di rischio
- l’aggiornamento formativo deve avvenire ogni 2 anni, non più ogni 5
Queste modifiche hanno trasformato il ruolo, rendendolo più operativo, più esposto e più strategico.
Oggi un’azienda che non forma davvero i propri preposti non solo rischia sanzioni, ma soprattutto perde il presidio quotidiano della sicurezza.
Il preposto come “occhio” dell’azienda sul campo
La normativa definisce il preposto come colui che sovrintende e vigila sull’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute.
Tradotto: è chi vede cosa succede davvero.
Un mulettista che passa vicino a un pedone, una pedana appoggiata male, un DPI non indossato, una procedura saltata “perché facciamo prima”.
Il preposto deve saper riconoscere, intervenire, correggere.
Negli ambienti logistici e produttivi questo ruolo pesa ancora di più.
La velocità di esecuzione, le urgenze, il turnover, i picchi stagionali e gli appalti aumentano il rischio che si sviluppino abitudini scorrette.
Il preposto deve saperle interrompere senza generare conflitto, ma con autorevolezza e metodo.
Ed è proprio qui che entra la formazione: non teoria astratta, ma addestramento al comportamento.
Formazione e-learning, videoconferenza e pratica: come combinarle correttamente
Oggi la normativa consente un uso intelligente della formazione digitale.
L’e-learning è perfetto per fornire le basi: diritti e doveri, principi del D.Lgs. 81/08, responsabilità gerarchiche, dinamiche della prevenzione.
È utile, flessibile e tracciabile, e permette alle aziende di organizzare i percorsi formativi senza bloccare la produzione.
Tuttavia, per ruoli come il preposto, la piattaforma da sola non basta.
Il preposto deve saper:
- osservare dinamiche reali di lavoro
- riconoscere rischi comportamentali
- affrontare situazioni di non rispetto delle regole
- prendere decisioni immediate
- comunicare in modo assertivo
- sospendere un’attività quando serve
E queste capacità si sviluppano interagendo, confrontandosi, simulando scenari.
Per questo DSZ utilizza un modello integrato:
- e-learning certificato per i contenuti normativi
- lezioni live in videoconferenza per confronto e casi reali
- training operativo presso il campo prove a Modena per mettere alla prova la capacità di vigilanza e intervento
Nel campo prove i preposti osservano operatori che utilizzano carrelli, DPI, attrezzature, scaffalature, e imparano a intervenire nel modo giusto.
È una vera palestra di sicurezza, dove si simula il quotidiano del magazzino.
Dirigenti: non solo obbligo, ma strumento di governance
Il dirigente, rispetto al preposto, ha una prospettiva più strategica:
organizza le risorse, struttura ruoli e responsabilità, verifica che i preposti possano svolgere il loro compito, si assicura che i processi funzionino.
Le 16 ore obbligatorie previste dall’Accordo Stato-Regioni non sono un formalismo: sono un percorso di consapevolezza manageriale, per evitare l’errore più comune nelle aziende italiane, ovvero pensare che la sicurezza sia compito dell’RSPP.
La sicurezza è del management. L’RSPP supporta.
Un dirigente correttamente formato sa delegare, ma anche controllare, documentare, correggere e prevenire.
La formazione online aiuta anche qui, ma il valore reale arriva quando il dirigente discute casi concreti e analizza dinamiche aziendali reali.
Registri, tracciabilità e aggiornamento biennale
Una delle novità introdotte dalla Legge 215/2021 è l’aggiornamento biennale dei preposti.
Questo obbligo è stato spesso sottovalutato: molte aziende pensano che “l’aggiornamento è come prima, ma più frequente”.
In realtà significa che il preposto deve continuamente allenare la propria capacità di vigilanza.
Fare un aggiornamento ogni due anni non è un adempimento, ma un modo per mantenere viva la cultura aziendale della sicurezza.
Ed è fondamentale documentare tutto:
- attestati
- registro presenze
- evidenze pratiche
- feedback formativi
- tracciamento e-learning
Se un giorno l’azienda dovesse dimostrare di aver fatto tutto il possibile, questa documentazione è ciò che la tutela.
Il campo prove DSZ di Modena: dove la sicurezza diventa reale
Sempre più aziende stanno capendo che non basta “spiegare” la sicurezza: bisogna farla vivere.
Nel campo prove DSZ, preposti e dirigenti osservano situazioni simili a quelle della logistica e dei magazzini moderni:
- movimentazione merci con carrelli
- uso di DPI anticaduta
- interazioni pedoni-carrelli
- scaffalature, bancali, corridoi
- emergenze simulate
Questo tipo di formazione cambia il modo di vedere il lavoro.
Chi torna in azienda dopo aver provato una situazione simulata sa riconoscere micro-segnali di rischio che prima ignorava.
È il passaggio dalla formazione teorica alla competenza concreta.
Perché investire conviene alle aziende
Un preposto formato bene:
- riduce incidenti e near-miss
- tutela l’azienda e la direzione
- migliora la disciplina operativa
- aiuta il personale ad applicare le regole
- crea un clima di sicurezza più naturale e meno imposto
- supporta eventuali audit ISO 45001
- è un asset, non un costo
Il datore di lavoro oggi ha un alleato prezioso: un supervisore che sa cosa fare, quando farlo e come documentare.
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Per approfondire, consulta le risorse ufficiali INAIL dedicate alla formazione e vigilanza: https://www.inail.it